lunedì 28 febbraio 2011

SIT-IN AL PIO ALBERGO TRIVULZIO


"L'On. A. Di Pietro al Pio Albergo Trivulzio il 28/02/2011"

Sit-in di protesta dell'Italia dei Valori questa mattina davanti al Pio Albergo Trivulzio.
In attesa dell'On. Antonio Di Pietro con gazebo, striscione e bandierie, erano molti i militanti presenti.
Presenti ed indignati!!
Dall'avvio dell'inchiesta di Tangentopoli nel 1992, cominciata proprio con l'arresto dell'allora presidente del Pio Albergo Trivulzio Mario Chiesa, non sembra infatti esser cambiato molto.
Se in passato Chiesa, ex esponente di punta del PSI, chiedeva tangenti ad imprenditori in cambio di appalti si può senza dubbio dire che l'attuale consiglio d'amministarzione utilizzi i beni dati in donazione al Trivulzio per sistemare gli "amici degli amici". E' notizia recente, nonchè di pubblico dominio, quante siano le case affittate e vendute, a prezzi irrisori rispetto al reale valore di mercato, a gente che per di più percepisce redditti tali da potersi permettere ben altre spese. Una fondazione amministrata dal Comune di Milano non può pensare di "sfruttare" in questo modo un bene primario qual'è la casa, soprattutto in un momento in cui nella nostrà città vi è una richiesta di appartamenti da parte di persone bisognose che doppia di gran lunga la disponibilità! Troppa gente non arriva a fine mese, troppa gente è in lista d'attesa per una casa comunale perchè non può permettersi di pagare un mutuo o un affitto privato. E' dunque fondamentale che queste generose donazioni vengano utilizzate per fare una reale beneficenza. Penso sia questo lo scopo, altrimenti credo che i generosi benefattori dovrebbero donare direttamente le case a chi più gli aggrada!


sabato 19 febbraio 2011

Aler, quattro mesi per avere i documenti: affittato un locale a uno skinhead pregiudicato


By Staff Giulio Cavalli febbraio 19, 2011
Aler, quattro mesi per avere i documenti: affittato un locale a uno skinhead pregiudicato


Ci sono voluti quattro mesi, ma alla fine ce l’abbiamo fatta. Oggi Aler ha finalmente inviato al Gruppo Italia dei Valori del Consiglio regionale della Lombardia i documenti relativi all’assegnazione all’associazione ‘Lealtà e azione’ di uno spazio di 44 metri quadri nel pieno centro a Milano, in una traverso di corso Buenos Aires.
Un’attesa infinita, lunga oltre 100 giorni. Poi a noi è stata sufficiente una rapidissima verifica in internet, sui classici motori di ricerca per scoprire che la persona che ha rappresentato l’associazione è Norberto Scordo, skinhead pregiudicato, condannato, con sentenza passata in giudicato, nel 2001 a cinque mesi di reclusione dalla I sezione penale della Cassazione per ‘aver promosso, diretto ovvero partecipato ad una associazione denominata “Skin Heads d’Italia o “Azione Skinhead”, operante in Milano ed avente tra i suoi scopi quello di incitare all’odio o alla discriminazione razziale, caratterizzata da una strutturazione gerarchica e paramilitare, tramite l’acquisto e la disponibilità di armi improprie, l’effettuazione di esercitazioni e la propensione alla scontro fisico con persone di diverse ideologie politico sociali’.
Ma andiamo con ordine. Lo scorso 25 ottobre noi del Gruppo IdV avevamo formalmente chiesto ad Aler i dettagli dell’assegnazione, avvenuta a seguito di una trattativa privata. Dopo un lungo e assordante silenzio, il 26 novembre ci eravamo rivolti al Presidente del Consiglio regionale Boni, invitandolo a tutelare un preciso diritto dei consiglieri regionali: quello sancito dall’art. 13 dello Statuto regionale, che garantisce ai consiglieri regionali il diritto di ottenimento d’informazioni e di ottenere copia di atti e documenti utili all’esercizio del mandato. Oggi, finalmente, questi documenti sono arrivati, in colossale ritardo.
Per Giulio Cavalli, consigliere regionale dell’Italia dei Valori: “Il fatto che un bene pubblico sia stato affittato ad uno skinhead pregiudicato è un’offesa a tutti. Chiediamo che la Giunta lombarda obblighi Aler a revocare questa assurda assegnazione, così come ha già fatto il Comune di Milano con l’immobile inizialmente assegnato a Forza Nuova, che se lo era aggiudicato al termine di un’asta pubblica”.

Gruppo Italia dei Valori
Consiglio regionale della Lombardia

SCANDALO AFFITTI - PIO ALBERGO TRIVULZIO





Il vice responsabile per il comune di Milano dell’Italia dei Diritti: “E’ impensabile pensare che in tutti questi anni ci sia stata questa discrezionalità e omertà così diffusa sui nominativi degli assegnatari da parte dell’amministrazione di un ente nato con lo scopo di aiutare i più poveri”

Milano, – “E’ un controsenso che un’associazione che fa beneficenza e che quindi dovrebbe rivolgere la sua attenzione alle persone più bisognose, favorisca invece i singoli amici del potente di turno. Oltretutto assegnare le abitazioni a chi dimostra di avere in realtà il reddito più alto, è davvero un affronto per tutta quella gente che da anni chiede di avere una casa che altrimenti non potrebbe permettersi”. Luca Ragone, vice responsabile per il comune di Milano dell’Italia dei Diritti, commenta aspramente gli ultimi fatti che hanno interessato il Pio Albergo Trivulzio a Milano. Il suo patrimonio immobiliare di lusso, frutto di donazioni secolari a favore dei bisognosi con appartamenti siti nel centro del capoluogo lombardo, sembra che da anni sia stato destinato invece ad ex segretari di partito, onorevoli, figli ed amici di politici ed a uomini in genere legati alle istituzioni comunali e regionali.
Il consiglio di amministrazione del Trivulzio sembra aver gestito sempre con la massima segretezza i  1064 nominativi bersaglio di sospetti da settimane. La procedura seguita prevede che gli immobili vengano assegnati con un bando pubblico a chi tra i candidati (a parità di requisiti) è in grado di esibire il reddito più alto. Tuttavia l’ultima parola spetta  ai membri di un comitato ristretto: il direttore generale (Fabio Nitti, in quota Pdl) e il direttore del Dipartimento tecnico (Alessandro Lombardo, vicino all'ex An). La supervisione compete al presidente del Trivulzio, il chirurgo Emilio Trabucchi (Pdl).
Il Presidente del consiglio comunale di Milano Manfredi Palmeri (Futuro e Libertà) ha dichiarato che oggi consegnerà la lista degli inquilini con i dati degli immobili alla commissione Casa e Demanio, guidata da Barbara Ciabò (membro anche lei del partito fondato dall’On. Gianfranco Fini). Dura la replica dell’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro che si stupisce di come il problema sia emerso solo ora e di come la denuncia sembri frutto di una semplice disputa interna tra partiti. “Il problema non doveva venire a galla come conseguenza di diatribe tra forze interne alla maggioranza, ma semplicemente perché l’amministrazione deve tutelare sempre i diritti del cittadino. Nella città c’è grande richiesta di edilizia pubblica. Con oltre 10000 persone che hanno fatto domanda e più di 5ooo appartamenti murati che non vengono resi disponibili dal comune”.

mercoledì 16 febbraio 2011

RISCALDAMENTO??NO GRAZIE....

Risulta inutile l'ennesimo tentativo del blocco domenicale del traffico attuato da Letizia Moratti. Infatti una tale misura è solamente un palliativo, non una soluzione definitiva, ma questo non sembra entrare nella testa dell'amministrazione cittadina che puntualmente la presenta come scelta primaria.

L'aria irrespirabile del capoluogo lombardo ed il costante superamento dei limiti di PM10 hanno spinto quindi il Sindaco ad emanare un provvedimento che limiti la temperatura del riscaldamento, in primo luogo negli uffici pubblici, a 19/20 gradi centigradi.

Girando per i suddetti uffici tutto sembra tranne che la temperatura sia calata. Ciò che realmente è stato tagliato è la fornitura del riscaldamento nelle case di proprietà del comune o in gestione ad ALER. In questi edifici la temperatura è realmente sotto i 20 gradi centigradi e l'erogazione avviene solo per poche ore al giorno!

Molto bene!Se non fosse che in queste case gli inquilini sono per la maggior parte anziani o giovani con bambini piccoli, le categorie che più avrebbero bisogno di una temperatura adeguata e non dei 16/17 gradi che puntualmente hanno invece da gennaio.

Un'aria pulita, o perlomeno respirabile, è un diritto che tutti noi dobbiamo esigere! Ci sono però misure differenti per raggiungere tale obiettivo. E' molto difficile attuare controlli nelle abitazioni private a riscaldamento centralizzato, praticamente impossibile farlo negli edifici a riscaldamento autonomo. Così a rimetterci sono sempre i cittadini di "seconda classe", quei cittadini che più per necessità che per scelta propria, vivono in affitto nelle case del comune.

Roberta, ragazza di 33 anni con una bimba di pochi mesi vive in un appartamento ALER: "sono costretta ad accendere una stufa elettrica metà della giornata per raggiungere una temperatura quantomeno accettabile". Oltre al danno del freddo, anche la beffa di una bolletta della luce molto salata!!

Il problema principale non è la temperatura delle caldaie, ma l'età delle stesse!La maggior parte degli impianti negli edifici di proprietà del comune hanno infatti mezzo secolo e non possono di certo definirsi "ecologici". Se si considera poi che questi appartamenti sono stati edificati negli anni sessanta e mai modernizzati è facile intuire quanto basso sia il taglio termico al loro interno. Per evitare di inquinare è necessario aggiornare non solo gli impianti, ma anche i materiali isolanti coi quali si costruiscono o ristrutturano case e palazzi.

Il blocco del traffico, l'abbassamento della temperatura dei riscaldamenti e altri provvedimenti "tampone" non possono essere la soluzione definitiva al problema dell'inquinamento dell'aria!Lo sforamento dei limiti di PM10 continuerà a ripresentarsi una volta scongiurata la situazione critica.

Invece di spendere i soldi pubblici per inutili quando impreparati consulenti o per gonfiare le tasche al colluso di turno, i fondi prelevati da noi cittadini dovrebbero essere spesi per progetti concreti e realmente utili!

Il potenziamento dei mezzi pubblici più ecologici (più filobus in più corsie preferenziali?!?!?!), la modernizzazione degli impianti di riscaldamento negli edifici pubblici o di proprietà del comune e la crescita delle aree verdi nella nostra città potrebbero essere un primo passo verso un futuro dall'aria meno inquinata!

martedì 15 febbraio 2011

I Giovani a Milano: che possibilità abbiamo? Che ruolo vogliamo giocarci?


...Servizi di studio e biblioteche inadeguate per una città come la nostra ed alla nostra domanda;

...Mancanza totale di veri luoghi di svago e divertimento notturni e diurni;

Totale indifferenza alle nostre idee e proposte;

Costo esorbitante degli affitti e quindi impossibilità di "uscire di casa" presto, quando già vorremmo farlo;

Lobbies soffocanti in università e nel mondo del lavoro [C.L., Compagnia delle Opere, ecc.]

Trasporti pubblici insufficienti e molto limitanti specie la sera [no metropolitana, pochissimi autobus presenti ed attese infinite!]


..e tu cosa ne pensi? Come vivi la nostra, la tua Milano? Come la vorresti invece?


Vogliamo discuterne partendo dalle nostre dirette esperienze di ragazzi studenti, lavoratori, donne, uomini con le nostre esigenze spesso malsoddisfatte, tutti insieme martedì 15 febbraio alla Casa della Cultura [Via Borgogna, 5 - MM1 San Babila] insieme a personaggi importanti per la vita sociale e politica della città:


Giuliano PISAPIA, Giulio CAVALLI, Jole GARUTI, Pippo CIVATI e Chiara CREMONESI.


Il tutto sarà moderato da Luca RAGONE, ragazzo di 28 anni Consigliere di Zona a Milano.

domenica 13 febbraio 2011

Sulla mia vita scelgo io!


In moltissime città  italiane i Giovani dell’Italia dei Valori scendono in piazza per difendere e riaffermare i propri diritti intorno alla libertà di scelta, circa la propria vita.  

Si tratta di un vero e proprio confronto con la cittadinanza su un tema fortemente attuale, con lo scopo di sensibilizzare e portare alla riflessione milioni di italiani sui temi del “Fine-vita” e sul cosiddetto “Testamento Biologico”.

Attualmente in Italia migliaia di persone versano in stato vegetativo permanente. Questa condizione
impedisce loro di provare sensazioni, di svolgere le funzioni vitali, e il loro permanere in vita
dipende solo dall’ausilio dei macchinari. Queste drammatiche situazioni vengono spesso risolte in
modo clandestino, nel silenzio dei reparti, oppure ricorrendo al turismo del fine vita in Paesi dove è
concesso morire con dignità.

Mercoledì 9 febbraio, giorno in cui ricorre la morte di Eluana Englaro, il Governo ha provocatoriamente
indetto la celebrazione di questa condizione attraverso la “Giornata Nazionale degli stati vegetativi”,
per ricordare, a detta loro, “una ragazza [..] la cui vita è stata interrotta per decisione della magistratura”.
Il Governo, così facendo, offende il vero ricordo di Eluana Englaro che aveva avuto modo di manifestare
in vita la volontà di non permanere in stato vegetativo, e disprezza quindi il travaglio della famiglia
che ha percorso con correttezza e sofferenza le lunghe vie della Giustizia italiana per affermare la
volontà della figlia.

La Corte di Cassazione, esprimendosi sul caso Englaro a favore delle istanze del padre Beppino, ha
avuto modo di affermare che il diritto di rifiutare le cure per il futuro, quindi anche per il momento
in cui non si sia più capaci di intendere e di volere, è un diritto già radicato nel nostro ordinamento
giuridico.

Il Governo Berlusconi in questi giorni, in dispregio dell’opinione di grande parte della cittadinanza
italiana, in dispregio della pronuncia della Corte di Cassazione, e contro la libertà di ognuno di
decidere secondo le proprie convinzioni, si appresta a promuovere il ddl Calabrò secondo cui
“l’alimentazione e l’idratazione […] non possono formare oggetto di dichiarazione anticipata di
trattamento”. S’impone così l’ideologia liberticida del Governo, e si condannano gli italiani a non
potersi mai sottrarre all’alimentazione e all’idratazione artificiale, eliminando difatti la possibilità di
scampare ad una eventuale vita in stato vegetativo, che talvolta può durare anche decenni.

Noi Giovani IDV crediamo invece nella libertà personale, nell’autodeterminazione dell’individuo, e nel
rispetto delle convinzioni etiche di ognuno. Chiediamo perciò che ognuno possa decidere anticipatamente
a quali trattamenti sanitari non essere sottoposto, nel rispetto di una volontà che possa maturare
attraverso il consenso medico informato e che sia vincolante per lo Stato. Chiediamo dunque che
ognuno possa affermare il proprio concetto di dignità e non subire quello che questa maggioranza
parlamentare vuole imporre al Paese.

sabato 29 gennaio 2011

TRAFFICO E INQUINAMENTO: 5 ANNI DI FALLIMENTI DEL SINDACO MORATTI E DELLA SUA GIUNTA DI CENTRODESTRA


Di fronte all’impennata di polveri sottili, Letizia Moratti torna a giocare la carta del blocco domenicale della circolazione, una misura  ormai superata e inutile per il modesto effetto prodotto. E mentre la Giunta comunale di centrodestra chiede ai milanesi il sacrificio di abbassare a 19 gradi la temperatura delle abitazioni, non fa niente  per effettuare i controlli sui riscaldamenti, dato che l'inverno scorso le ispezioni alle caldaie sono state solo poche decine in una città che conta ben 180 mila impianti di riscaldamento.

RIASSUNTO DI 5 ANNI DI FALLIMENTI DEL SINDACO MORATTI SU TRAFFICO E INQUINAMENTO:

1) Aria irrespirabile 100 giorni all’anno anziché 35, da quando Moratti è
     stata eletta (Corsera 29 DIC- 2010)
2) Ecopass ha portato benefici solamente alle casse di Palazzo Marino e non
     all'ambiente
3) Aumenta il benzene cancerogeno dalle auto (Corsera 3-10-2010): è come 
    fumare 12 sigarette al giorno.
4) Verde pubblico poco e malridotto
5) Moratti non ha mantenuto la promessa di raddoppiare le piste ciclabili.
    Auto elettriche promesse e mai viste.
6) caro parcheggi
7) Disagi sui mezzi pubblici, il cui unico azionista è il Comune di Milano.
    Per vedere le linee del metrò 5 e 4 bisognerà aspettare ancora anni.
8) si parla con insistenza di un aumento del 40% del biglietto urbano
9) numerosi guasti e incidenti sui tram e metrò
10) nel marzo 2005 il Comune di Milano autorizza il gruppo Zunino a
      costruire su oltre un milione di metri quadrati di aree contaminate
      dell'ex acciaieria Radaelli e dell'ex Montedison, a Santa Giulia
11) Inquinamento acustico da Movida

1) Aria irrespirabile 100 giorni all’anno anziché 35, da quando Moratti è stata eletta. Il Sindaco è la massima autorità sanitaria, e dovrebbe rappresentare e tutelare gli interessi della salute dei milanesi, ma dal 2006 quando la Moratti è stata eletta i giorni di aria irrespirabile a causa delle polveri sottili NON sono stati mai meno di 100 ogni anno anziché 35 come prevedono le norme europee (Corsera 29 DIC- 2010). Solo nel 2010, grazie alle piogge, si è arrivati a 85 superamenti, un dato comunque fuorilegge. Chi va in metropolitana, poi, respira un’aria inquinata dieci volte di più che in superficie.
Tanto per dare un’idea dell’assoluta mancanza di rispetto nei confronti della salute dei milanesi e del menefreghismo della Giunta Moratti, basti pensare che a Milano manca addirittura l’assessore competente in materia di Ambiente e le deleghe le ha la Moratti.
Il risultato delle disastrose politiche del Sindaco Moratti è che Milano ha perso centinaia di migliaia di  abitanti negli ultimi anni perché non è adatta alle coppie giovani con bambini, i quali crescono asmatici e allergici in una città inquinata oltre ogni norma e poverissima di verde. In attesa di un sindaco di centrosinistra più capace, non resta che tenere in casa i bambini quando il PM10 supera la soglia dei 50 microgrammi per metrocubo, e ricorrere alla protezione delle mascherine. Oppure affidarsi alla danza della pioggia….

 

2) Ecopass ha portato benefici solamente alle casse di Palazzo Marino e non all'ambiente. 11 milioni di euro è costata solo nel 2010 ai milanesi la supertassa di Ecopass, e la stessa incapace Giunta Moratti ne ha certificato il fallimento. Dopo una prima riduzione del traffico in centro, l’Ecopass ha infatti perso il suo effetto: i dati dell’Agenzia mobilità e ambiente di Palazzo Marino dicono che le auto all’interno della cerchia dei Bastioni sono calate solo dell’11,8 per cento rispetto a prima dell’Ecopass, con una diminuzione media del traffico del 15,7 % e delle micropolveri del 15.

3) Aumenta il benzene cancerogeno dalle auto (Corsera 3-10-2010). La Moratti e' di famiglia petroliera: come si può pensare che possa preoccuparsi dei propellenti delle auto, a svantaggio di suo marito e dei suoi profitti? Il benzopirene fa venire il cancro e a Milano se ne respira l’equivalente di 12 sigarette fumate ogni giorno. Su questo microinquinante si è pronunciata l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro che lo ha classificato nella categoria 1, quella della massima pericolosità. A Milano aumentano i decessi legati all’apparato circolatorio (5.021) e per tumore e aumenta la presenza di benzene da 2,5 mcgr al metro cubo a 3,07 (Corsera 3-10-2010) .

4) Verde pubblico poco e malridotto, fanno da contorno al vergognoso operato della giunta Moratti-De Corato. Le voci di budget del bilancio per il decoro urbano e il verde sono state in riduzione del -3.20% per l’anno 2010. Di piantare alberi a Milano, poi,  la Giunta Moratti non ne vuol sapere, rifiutando di interrare quelle novantamila piante in centro chieste dal maestro Claudio Abbado come compenso per tornare a dirigere alla Scala dopo 24 anni di assenza. (ANSA 22-APR-10).

5) la Moratti nel 2006 prometteva di raddoppiare i chilometri di piste ciclabili ma in quattro anni non è riuscita a ricucire quel dedalo di percorsi di piste ciclabili che si limitano in totale a un chilometro o poco più, una rete di piste ciclabili fatta di tratti che spesso non raggiungono neppure i cento metri, uno spezzatino disseminato, un po' a caso, in tutta la città, monconi che partono e si interrompono improvvisamente, che riprendono e finiscono nel nulla. Vergognoso poi che in corso Buenos Aires abbiano rifatto i marciapiedi senza considerare le piste ciclabili.
Anche la  promessa elettorale di «incentivare la diffusione dei mezzi a emissione zero» è sparita nel nulla, così come le famose auto elettriche con relative colonnine più volte presentate, ma mai viste in circolazione.
6) caro parcheggi: strisce gialle e blu, gratta e sosta, parchimetri hanno trasformato Milano in un fortino inespugnabile, un enorme spazio privato sottratto all'uso della cittadinanza e consegnato alle logiche del mercato. Sono aumentati i parcheggi a pagamento incrementando da una parte le multe e dall’altra i profitti dei proprietari dei parcheggi privati sotterranei.

7) migliorare il servizio dei mezzi pubblici serve per evitare di privilegiare una politica dell’auto privata, ma Atm, il cui unico azionista è il Comune di Milano, è nota per la scarsa puntualità del servizio mentre l’affollamento dei mezzi supera spesso i limiti consentiti. Di notte e nel weekend, poi, trovare un mezzo pubblico in periferia è un terno al lotto. Le paline elettroniche avrebbero dovuto coprire l'intera rete cittadina entro fine 2010, ma basta girare per la città per vedere che non è così. D’estate si gela per l’aria condizionata sparata al massimo nei Jumbo tram, mentre d’inverno si gela sui vecchi tram per la mancanza di riscaldamento. Atm e Comune avrebbero poi dovuto ridurre il rumore soprattutto in corrispondenza degli scambi, ma nulla di ciò è stato fatto. Per vedere i risultati sulla mobilità delle due nuove linee del metrò, la 5 e la 4, bisognerà aspettare ancora qualche anno.
Il servizio innovativo Radiobus sembra al capolinea e il metrò notturno del sabato è stato cancellato. Le voci di budget del bilancio 2010 su mobilità, trasporti e ambiente della giunta Moratti sono in riduzione: -4.15%.

8) si parla con insistenza di un aumento del 40% del biglietto urbano ma nessun provvedimento energico è stato preso dal Comune per un forte potenziamento e prolungamento degli orari del trasporto pubblico di superficie e sottosuolo con mezzi non inquinanti, per una rete di linee che si estendano circolarmente e non solamente a raggiera, e per tariffe e abbonamenti a costi popolari.

9) Numerosi guasti e incidenti sui tram e metro. È raro trovare un’altra città al mondo che abbia un numero così spropositato di incidenti sui mezzi pubblici e i milanesi sono inveleniti per la numerosa serie di scontri e deragliamenti che li ha coinvolti e che hanno provocato decine e decine di contusi e feriti (ANSA 14-FEB-08, 13-OTT-08, 09-FEB-09, 12-GEN-10). Il Comune è azionista di maggioranza dell’Azienda Trasporti: cos’ha fatto il sindaco Moratti per ripristinate condizioni minime di sicurezza che garantiscano l'incolumita' dei passeggeri? Il presidente e amministratore delegato di Atm Elio Catania non è mai stato rimosso. Sotto accusa sono anche i ricambi vecchi e presi da altri mezzi per risparmiare, i tagli agli addetti alle riparazioni, l’esternalizzazione che ha causato una caduta delle professionalità nello svolgere anche la manutenzione.

10) nel marzo 2005 il Comune di Milano autorizza il gruppo Zunino a costruire su oltre un milione di metri quadrati di aree contaminate dell'ex acciaieria Radaelli e dell'ex Montedison, a Santa Giulia. Un tecnico ciellino, Vittorio Tedesi, ora indagato, si accontenta di un "piano scavi" ritenendo che ripulire tutto è inutile e che basti cambiare terra solo nelle zone da ricostruire. Quindi Zunino appalta il disinquinameno a Giuseppe Grossi, il re degli inceneritori privati, che subappalta a due imprese collegate: Lucchini-Artoni ed Edilbianchi. Poi arrivano i magistrati: Grossi ha usato fatture offshore per rubare 23 milioni di fondi neri, nascosti all'estero grazie a riciclatori come Rosanna Gariboldi, moglie dell'onorevole Giancarlo Abelli, il ras della sanità lombarda oggi al ministero della Cultura. Arrestati tra le proteste dei big del Pdl, Grossi e Gariboldi risarciscono e patteggiano. Intanto un sindacalista della Cgil manda ai magistrati una mappa di Santa Giulia piena di zone nere: i veleni sono ancora lì, i misuratori di inquinanti "sono stati distrutti", il "percolato" tossico delle discariche ha invaso le falde. Ddt, pesticidi e scorie che i tecnici classificano così: "Sostanze cancerogene, che mettono a rischio la fertilità e possono danneggiare i bambini non ancora nati”. Come al solito, si è risparmiato sulla bonifica, uccisa da montagne di rifiuti tossici che le nuove indagini collegano ai clan più sanguinari della 'ndrangheta. Nomi che scottano e che gli inquirenti rivelano a "L'espresso": i Nirta-Strangio. Sì, proprio quelli della strage di Duisburg, la mattanza nel cuore della Germania.
11) Inquinamento acustico da Movida: Letizia Moratti è stata iscritta nel registro degli indagati per omissione di atti d'ufficio (ANSA 05-GEN-10) perché non avrebbe provveduto a mettere fine al fracasso notturno, agli schiamazzi e ai party all'aperto nei locali alla moda attorno a Piazza Sempione. Il venerdì sera a mezzanotte gli avventori dei locali della zona fanno un baccano pari a 68 decibel, quando il limite consentito e' di 45: e' su questo dato, certificato da un'analisi fonometrica, che l'associazione Pro Arco Sempione ha costruito la querela contro il Comune.

LA MORATTI SI E' RIVELATA UN PESSIMO SINDACO DI MILANO, SOPRATTUTTO PER LE TROPPE COSE NON FATTE DURANTE IL SUO MANDATO.
È ORA DI CAMBIARE: IL CENTROSINISTRA DEVE TORNARE A GOVERNARE MILANO.

giovedì 27 gennaio 2011

Giornata della Memoria, per non dimenticare

Il 27 gennaio del 1945 le Forze Alleate liberarono Auschwitz dai tedeschi. Quel giorno il mondo vide da vicino quel che era successo e conobbe lo sterminio in tutta la sua realtà.
In questa data significativa ricorre il Giorno della Memoria, istituita per legge in Italia ed in molti altri Paesi dell’Ue:  “La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell'abbattimento dei cancelli di Auschwitz, Giorno della Memoria, al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati”.
Solo ad Auschwitz sono stati uccisi quasi un milione e mezzo di persone, tra ebrei, disabili,  oppositori politici ed omosessuali.
Il Giorno della Memoria rappresenta una presa di coscienza collettiva del fatto che l’uomo è stato capace di tutto questo. Non è la pietà per i morti ad animarlo, ma la consapevolezza di quel che è accaduto in un passato ancora molto vicino a noi nella civile e illuminata Europa. Il Giorno della Memoria è un atto di riconoscimento di questa storia.
La Memoria si pone come strada privilegiata verso lo sviluppo di una coscienza civile ed alla costruzione di una cultura democratica e consapevole dei diritti dell’uomo. Ricordare, oltre che “salvare” il passato dall’oblio, equivale a metterlo in discussione. La Memoria non è semplicemente funzionale alla conservazione di “ciò che è stato”, ma anche alla costruzione di “ciò che è”.
Il sociologo Margalit scrisse che “la morale deve occuparsi della Memoria quando ci si trova di fronte ad esperienze di oppressione , ingiustizia: quando ci si trova cioè di fronte ad esperienze che rappresentano un attacco all’idea di umanità condivisa. In tutti questi casi la morale richiede di ricordare. La coscienza storica europea ha bisogno di conoscere e ricordare la storia dell’antisemitismo e dei genocidi. L’Europa ha bisogno di intraprendere un rapporto critico col proprio passato volto ad evidenziare le ambivalenze della propria storia”.
Noi Giovani dell’Italia dei Valori, in onore di tale ricorrenza ricordiamo quanti sono stati barbaramente uccisi semplicemente perché erano ebrei, disabili, omosessuali, o perché si opposero fermamente e coraggiosamente all’idea di un’Europa che rifiutava l’altro e si proponeva di eliminarlo. L’Europa del presente che si volge verso forme sempre più articolate di coabitazione multiculturale ha bisogno di fare i conti anche con il lascito negativo della propria storia per poter porre le basi di un futuro fatto di coesione, accoglienza, unione e molteplicità identitarie insieme.

Rudi Russo

Coordinatore Nazionale Giovani IDV
Consigliere Regione Toscana

mercoledì 19 gennaio 2011

Giulio Cavalli alla Notte contro le mafie per Paolo Borsellino

Revocata la scorta a Giulio Cavalli

Riporto di seguito un articolo di Sergio Nazzarro pubblicato su Agoravox.it.


"Ieri sera mi giunge un messaggio: "mi hanno tolta la scorta". Il mittente è Giulio Cavalli. La notizia mi prende di sorpresa. Cavalli, attore e deputato regionale dell’IDV, da molto tempo lavora sul fronte delle mafie infiltrate al Nord. Un lavoro lungo, e messo in scena letteralmente con diversi spettacoli ed un libro. Di mafie al Nord non si è mai parlato abbastanza. Solo recentemente ha cominciato ad avere una dignità mediatica e se ne dibatte apertamente. Cavalli chiaramente non è il solo che ne parla o affronta il tema. Ma lo fa da molto tempo con costanza e determinazione, fino a che, suo malgrado diventa il primo attore in Italia e forse in Europa a vivere sotto scorta. Una vita mai reclamizzata con senso di martirio o di sacrificio personale per il bene della Nazione. Giulio ha sempre ricordato, quando gli chiedevano della sua scorta, le centinaia di persone che vivono da anni in questa condizione.
Il Prefetto di Lodi, in via informale, ha comunicato a Cavalli che tra dieci giorni verrà revocata la scorta. Non sussistono più le minacce alla sua persona. L’Ucis, ufficio centrale scorte, dopo aver visionato le nuove relazioni ha preso questa decisione. Quando sento al telefono Cavalli, non vuole assolutamente farne una questione di Stato ne creare polveroni. E’ abituato ad accettare le decisioni degli organi statali. Quando la lotta alle mafie è quotidianità e non straordinarietà.
 
Chiaramente si deve essere felici di una notizia del genere. Se la scorta è revocata significa che non sussistono più pericoli per la vita di una persona. E non c’è assolutamente di che lamentarsi. Anzi si dovrebbe festeggiare. Sorge però qualche interrogativo: come mai in un momento storico in cui si comincia a parlare di Mafie al Nord, viene revocata la scorta alla persona che più di altri ha cercato di parlare e di fare informazione in merito? Le minacce della Mafia e della Ndrangheta si dissolvono nel tempo, arrestato il minacciatore, passa la paura? Con questo discorso, forse toglieranno la scorta anche a Saviano: hanno arrestato tutti i Casalesi, manca solo Zagaria, quindi non c’è più nessun pericolo per la sua vita.
Non si vuole fare facile polemica né tantomeno giudicare il lavoro delicato di coloro che devono tutelare la sicurezza altrui. In Italia si spala fango fin troppo facilmente su tutto e tutti, come se coloro che scrivono siano dei tuttologi quasi divinità infallibili. Però c’è preoccupazione. Cavalli sta usando la sua elezione nel consiglio regionale della Lombardia per portare avanti la lotta alle infiltrazioni di Ndrangheta nel Nord, negli uffici pubblici, nelle ASL, nell’Expò di Milano. Mi auguro fortemente che sia passato il pericolo, significherebbe che si è fatto un bel passo in avanti e a Milano, oltre lo smog, si respira un’aria più pulita. Ma se così non fosse? "

sabato 25 dicembre 2010

BUONE FESTE

Auguri di Buon Natale e felice Anno Nuovo a tutti voi che, per sbaglio o per scelta, leggete i miei post.

Un abbraccio,

Luca

mercoledì 15 dicembre 2010

L'ndrangheta a Milano e in Lombardia....

...importanti personalità della città di Milano, tra i quali spicca certamente il Sindaco Moratti sostengono che a Milano la mafia non esiste.

...il maxiprocesso di 174 persone sembra dire il contrario

http://milano.repubblica.it/cronaca/2010/12/15/news/ndrangheta_maxiprocesso_per_174-10229763/?ref=HRER2-1

Inoltre è notizia di oggi l'arresto, con l'accusa di spaccio di cocaina, di sedici persone, molte delle quali giovani sotto i 30 anni, facenti parte delle famiglie della 'ndrangheta milanese dei Barbaro e dei Pangallo.

Questo dimostra la presenza della 'ndrangheta nella nostra città e l'arresto delle "giovani leve" deve aprirci gli occhi su quanto male sia pericoloso anche per gli anni a venire.

lunedì 13 dicembre 2010

Milano, Italia dei Diritti : la voce dei cittadini non trova spazio nelle sedi opportune

Comunicato stampa da  Julienews.it

Roma, 13 dicembre 2010 – Urla e fischi hanno accompagnato ieri a Milano, la commemorazione della strage di Piazza Fontana. Il carattere celebrativo dell’evento si è ben presto tradotto in un’occasione per protestare contro il Governo. Un’azione che ha visto coinvolti soprattutto i giovani dei centri sociali contro il sindaco, Letizia Moratti, e il presidente della Provincia, Guido Potestà. A commentare lo spiacevole episodio, a cui fortunatamente non sono susseguiti degli scontri, è Luca Ragone, viceresponsabile per Milano dell’Italia dei Diritti, il quale, attraverso un’accurata analisi, lo riconduce a un diffuso malcontento, mostrato da più parti, nei confronti dell’esecutivo. “La causa della contestazione è da ricercare nell’antica dicotomia destra-sinistra, poiché Podesta è un ex fascista. La Moratti – dichiara Ragone – partecipando al fianco del presidente della Provincia è stata semplicemente associata a quest’ultimo e di conseguenza è stata presa come bersaglio durante la manifestazione. D’altra parte, penso che i centri sociali, così come i gruppi studenteschi presenti ieri alla manifestazione, abbiano colto l’occasione per ribadire il loro dissenso nei confronti della politica attuata dal sindaco. Sebbene ieri ci doveva essere più spazio per ricordare le vittime della strage – conclude l’esponente del movimento guidato da Antonello De Pierro – un gruppo di persone ha voluto reagire al malgoverno del centro destra. Ciò è grave perché significa che la voce dei cittadini non trova spazio nelle sedi opportune, ovvero nei media.”

sabato 11 dicembre 2010

Milano - Scontri tra manifestanti e polizia in occasione della Prima all...




Video degli scontri tra manifestanti e forze di polizia in occasione della Prima alla Scala di Milano.

Diversi i giovani riuniti davanti al teatro milanese per protestare contro il Ministro Gelmini ed il Premier Berlusconi. A questi si sono aggiunti i sindacalisti dei lavoratori dello spettacolo ed un gruppo di immigrati, con una torre di legno a simboleggiare la manifestazione di Via Imbonati.

A meno di un'ora dall'inizio della Valchiria la polizia, in tenuta anti-sommossa, cerca di far indietreggiare i circa 200 manifestanti, troppo vicini all'ingresso della Scala. Dalla protesta pacifica alle prime spinte, scaturisce la violenza: bombe carta improvvisate contro lacrimogeni e manganelli e dieci feriti tra le forze dell'ordine.

Anche  il direttore d’orchestra, Daniel Barenboim, si è rivolto al Presidente della Repubblica, leggendo l’articolo nove della Costituzione, che impegna lo Stato a garantire i fondi alla cultura. Il Presidente Napolitano si è successivamente impegnato ad accogliere l'appello.

venerdì 26 novembre 2010

IO STO CON FREDIANO



Frediano Manzi, ex Presidente dell’associazione SOS Racket e Usura, da 14 anni combatte per difendere gli imprenditori e i cittadini dagli usurai.
Per anni Frediano ha convinto gli imprenditori a denunciare chi li teneva sotto ricatto. Spesso, anzi quasi sempre, si è trovato a scontrarsi e a combattere contro le organizzazioni malavitose, ma anche contro uno Stato troppo assente e contro un’indifferenza troppo diffusa. Un’azione importante quella di Frediano e della sua Associazione, un’azione sussidiaria all’assenza di quelle istituzioni che dovrebbero tutelare i cittadini. Frediano Manzi è un grande cittadino che ha fatto le veci dello Stato nella lotta per la legalità.
Quattordici anni di battaglie solitarie hanno portato Frediano ad una decisione drastica: da otto giorni non mangia, non beve e non assume più i medicinali.
Questo potrebbe essere l’ultimo appello di Frediano. Un appello alle istituzioni, affinché queste si occupino delle oltre 600.000 persone vittime di usura ed estorsione.
Frediano non chiede molto. Chiede solamente la modifica della legge 108 del 27 marzo 1996 la quale stanzia un fondo a favore delle vittime di usura purché titolari di partita IVA, lasciando senza protezione le migliaia di padri di famiglia, casalinghe ed anziani. Chiede che si realizzi il sequestro delle oltre 2000 sedicenti società finanziarie, che operano via web al di fuori delle restrizioni e dei vincoli previsti dalla legge per l'esercizio dell'attività di prestito liquidità.
Chiede l’accesso in tempi celeri e certi al fondo. Ad oggi i tempi biblici provocano ingenti danni a coloro che decidono di denunciare.
Oltre il danno, questi cittadini sono destinati a subire anche la beffa a causa di funzionari corrotti e concussi che arrivano addirittura a chiedere prestazioni sessuali.
Per questo Frediano chiede che venga fatta chiarezza sulle responsabilità dello scandalo che vede coinvolto il commissario antiracket Ferrigno.
Noi giovani dell’Italia dei Valori della Lombardia siamo a fianco di Frediano anche in questo difficile momento e chiediamo che le istituzioni si occupino immediatamente della sua battaglia. Se non interverranno in tempo potrebbe anche essere l’ultima.



Luca Ragone
Gennaro Gatto
Luciano Messenio
Davide Mapelli
Agostino Cullati

giovedì 25 novembre 2010

Spente le luminarie multietniche di Via Padova a Milano

Riporto un comunicato stampa pubblicato su http://www.wikio.it/

Milano – Dieci giorni, tanto ha resistito l’allestimento di luminarie natalizie “multietniche” in Via Padova a Milano. Dopo lo spegnimento del cuore rosso e dell’augurio di “Buone feste” in italiano, in inglese, cinese, arabo, russo francese, spagnolo, testimonianza della babele linguistica degli abitanti del popoloso quartiere, si sono accese le polemiche politiche e dei cittadini.

“Via Padova è una via multietnica, - interviene Luca Ragone, viceresponsabile per Milano dell’Italia dei Diritti - mettere le luci decorative proprio in quella strada reca un valore aggiunto alla vita di quartiere. Gli abitanti, si sono uniti, pur essendo al corrente di tutti i provvedimenti restrittivi attuati nella zona a causa dei litigi, degli accoltellamenti, delle ‘guerre tra bande’ verificatisi in quelle strade per via della difficile convivenza tra etnie con culture diverse. Il fatto che queste persone riescano a mettere insieme un progetto per una ricorrenza importante come il Natale è soltanto da apprezzare non da frenare.”

La decisione di oscurare le luci e sostituirle solo con una scritta «Auguri» in italiano, presa dell’Assessore all'Arredo urbano Maurizio Cadeo,  il quale pur giustificandosi garantisce di non voler tornare indietro, ha generato tra gli altri il dissenso delle associazioni e della Chiesa, incassando perfino il parere negativo della Lega per mezzo del capogruppo Matteo Salvini.

“Bisogna sottolineare - prosegue l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro -  che Via Padova e Viale Monza sono vie d’accesso, perché chi arriva da Milano - nord e non prende la tangenziale, passa per forza da quelle direzioni perciò l’accusa dell’assessore Cadeo che ha tolto le luminarie sostenendo di volerle mettere in una via di passaggio viene meno. Se persino la Lega,- chiosa Ragone - contraria solitamente a queste cose, è stata favorevole, vuol dire che l’assessore ha perso il senno.”

domenica 21 novembre 2010

Giornata Nazionale dell'Albero 2010

Si festeggia oggi la Giornata Nazionale dell'Albero.

In una classifica stilata appositamente per l'occasione la nostra città risulta purtroppo tra le ultime nel rapporto alberi/abitanti per metro quadro. L'84sima posizione su 114 città capoluogo di provincia non ci fa certo onore. Le cose migliorano un po' se si considera la percentuale della superficie di verde su quella comunale ma, nonostante tutto, restiamo sempre dietro alle altre grandi metropoli italiane quali Roma, Torino, Napoli e Palermo.

Sebbene gli sforzi per rendere Milano una città "più vivibile" siano in atto da  diverso tempo, il miglioramento è lungi dall'essere visibile. Le aree dismesse soggette ad opere di riqualificazione vengono destinate principalemente a progetti di edilizia residenziale. Non un male se si considera la carenza di alloggi nel capoluogo, ma un più equo rapporto tra verde e cemento in queste nuove realizzazioni sarebbe indubbiamente da valutare .

Purtroppo la necessità dei costruttori di fare "cassa" va a discapito del verde, limitandone la superficie dedicata allo stretto indispensabile per l'approvazione del progetto.

Se persino Torino (non me ne vogliano i suoi abitanti), notoriamente città grigia e di fabbriche, ci supera in quanto a verde, forse l'idea di vivibilità degli attuali amministratori milanesi andrebbe sensibilmente rivista.

Caro Sindaco i vasi di fiori sui davanzali non sono da considerarsi "verde pubblico"! Nel caso avesse in programma la riqualificazione di una nuova area. ovunque essa sia, un bel parco non ci starebbe affatto male.

sabato 20 novembre 2010

Presidio davanti al Tribunale di Milano



Il Movimento delle Agende Rosse e le Scorte Civiche, in collaborazione con l'associazione Qui Milano Libera, hanno organizzato in data odierna un sit-in di fronte all'ingresso del Tribunale di Milano per esprimere solidarietà al Sostituto Procuratore Antonino Di Matteo, ostacolato da una parte della Maggioranza nelle sue inchieste sulla collusione tra Mafia e Politica.

All'evento, che nonostante la pioggia ha contato la presenza di circa 150 persone,  hanno partecipato attivamente alcuni esponenti dei Giovani dell'Italia dei Valori della Lombardia.

Il 13 giugno 2010 Di Matteo si era espresso a tutela dei colleghi magistrati dopo l'ennesimo attacco denigratorio mosso dal premier Silvio Berlusconi nei confronti dei giudici da lui definiti "politicizzati" e desiderosi di "rovesciare per via giudiziaria il risultato elettorale, il voto degli italiani". Di Matteo aveva replicato a nome dell'ANM palermitana con queste parole: "Continua la sistematica e violenta offensiva di denigrazione e isolamento di quei magistrati che credono ancora nel principio dell'uguaglianza di tutti davanti alla legge. Noi resisteremo perché crediamo nella Costituzione sulla quale abbiamo giurato. Mi chiedo con quale faccia continuino a collaborare con questo Governo i colleghi distaccati al ministero della Giustizia che hanno giurato sulla stessa Costituzione". 

La società civile ed i politici onesti hanno il dovere di schierarsi in difesa di quelle persone che, per senso del dovere e per giustizia, si espongono in prima persone nella lotta alla criminalità organizzata.

I PM che stanno cercando di far luce sulla stagione delle stragi non hanno alcuna intenzione di sovvertire il risultato elettorale, il loro è un grande ed indispensabile lavoro per rendere giustizia ai famigliari delle vittime della Mafia. Se poi queste indagini porteranno ad una "rivoluzione" dello scenario politico italiano, mi viene da pensare che questi continui intralci al lavoro della Magistratura non siano poi tanto casuali.

martedì 16 novembre 2010

Pisapia compie il miracolo?!

Giuliano Pisapia vince le primarie di coalizione del centro-sinistra contro ogni previsione....un miracolo?!

No! In realtà le previsioni era basate sull'idea che il popolo di centro-sinistra seguisse alla lettera il volere dei dirigenti PD. Un'idea molto berlusconiana a mio modo di vedere!

L'affermazione di Pisapia non è una sconfitta del PD ma il segno che, almeno una parte del Paese, riesce ancora a ragionare con la propria testa.

Non sempre le scelte dei dirigenti sono quelle giuste e soprattutto la politica non è un'azienda!! Chi sta in alto deve capire che quel diritto gli deriva dalla volontà della base e non da una scelta "divina".

Giuliano Pisapia è il candidato Sindaco del centro-sinistra alle amministrative milanesi del 2011 perchè sono state le persone "comuni" a sceglierlo, persone che tutti i giorni vivono i problemi di Milano e che sono stanche di decisioni calate dall'alto che spesso si rivelano sbagliate.

...il vento sta cambiando.

lunedì 15 novembre 2010

...e piove!!!

...Milano, un giorno di pioggia.

Bastano due goccie d'acqua per allagare la nostra città! L'amministrazione comunale ed il Sindaco sono troppo concentrati sui progetti in vista dell'Expo 2015 per notare le strade alluvionate . Troppo presi dalla costruzione di palazzi per accorgersi che la gente non può camminare senza entrare in "fiumi" alti sin sotto le ginocchia. Troppo intenti a mostrare quanto il mattone renda splendente Milano per realizzare che i tombini sono ormai inefficienti. Sarebbe il caso, prima di stravolgere ciò che sta "sopra", di dare uno sguardo anche a ciò che sta "sotto"! C'è il rischio altrimenti di dover girare in barca anzichè a piedi, coi mezzi pubblici o in auto.

...a meno non ci sia in progetto anche di costruire dei porti...